Golden Axe: il Mega Drive, il Commodore 64, le altre versioni domestiche e i sequel

Golden Axe storia parte 2 - cover

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Dopo la terza è Sega.

Terza come terza uscita e Sega l’azienda, naturalmente. Due settimane fa, nella prima parte di questa retrospettiva sul mio gioco preferito di sempre, abbiamo detto che la voglia di creare un action game fantasy ma dai toni maturi, alla Conan il barbaro, ha portato a fine anni 80 il papà di Altered Beast, Makoto Uchida, a creare con il suo team Golden Axe. E abbiamo detto anche che il successo del gioco, appena sbarcato nelle sale, fu immediato e devastante. Così, mentre il cabinato di Golden Axe scala rapidamente le classifiche di quelli più gettonati in tutto il mondo, Sega sa che quel titolo può permetterle di far breccia anche nel mercato occidentale domestico.

Golden Axe, in altre parole, può e deve diventare uno dei titoli di punta di una line-up che Sega vuole più diversa possibile dall’offerta Nintendo. Meno puccettosità, più azione sfrenata con ambientazioni e temi da cinema statunitense. Più cool, quanto lo è la scocca nera del suo Mega Drive se paragonato alle console Nintendo.

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La cover della versione Mega Drive giapponese e il peculiare Golden Axe per PC Engine, con i personaggi in stile anime.

Sega aveva trovato insomma esattamente il gioco che le serviva per continuare a differenziarsi e fare breccia anche nel cuore dei giocatori americani ed europei. Il 23 dicembre di quello stesso 1989, solo una manciata di mesi dopo rispetto alla versione da sala, Golden Axe approda così su Sega Mega Drive, con un porting che non solo conserva il materiale originale senza tagli drastici, ma aggiunge un livello nuovo e una modalità competitiva (Duel Mode). Nei mesi successivi il gioco arriva anche sui Mega Drive europei e americani (negli USA la console si chiama Genesis), facendo crepare d’invidia chiunque non possegga la macchina da gioco Sega o non abbia almeno un amico che ne sia munito. Il Golden Axe per Mega Drive verrà inoltre riproposto negli anni a seguire in svariate collection Sega, a partire dalla Sega Classic Arcade Collection per Mega CD. Sega Smash Pack, Sega Mega Drive Collection e così via.

Nel frattempo, sempre nel 1989, esce anche un Golden Axe per Sega Master System, ma solo nei mercati occidentali; le limitazioni rispetto all’originale sono qui diverse, e tanto per iniziare si gioca solo con Ax Battler, ma scegliendo il tipo di magia da fargli utilizzare. Nel marzo del 1990, Golden Axe sbarca anche su PC Engine grazie a Telenet. Il formato CD-ROM² permette di aggiungere una colonna sonora riarrangiata di qualità e delle cutscene in stile anime, con tanto di dialoghi doppiati, che fanno del loro meglio per compensare i limiti tecnici della conversione quanto ad animazioni, grandezza della schermata di gioco e numero di personaggi contemporaneamente a video.

Ma il 1990 è anche l’anno della grande menzogna.

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A ripensarci, anche dopo trentasei anni, mi fa ancora male il salvadanaio.

 

SI FA PRESTO A DIRE UGUALE

Ricordo come fosse ieri la viva delusione che provai nel veder girare per la prima volta sul mio Commodore 64 la conversione di Golden Axe sviluppata da Probe per Virgin. Avevo messo formichinamente da parte i soldi per comprare la cassettina originale, mi ero fatto una scarpinata assurda per raggiungere uno dei pochi negozi della città che vendevano software originale per il biscottone Commodore anziché smerciare sottobanco(ne) cassette e dischetti copiati, ero tornato a casa girando e rigirando tra le mani quella scatoletta con un artwork bellissimo e preparandomi a una serata di gioco grandiosa.

La rivista Zzap! non mi aveva del resto promesso una conversione “identica al coin-op”? Beata l’innocenza.

Quella recensione era tradotta dalla versione inglese della rivista, e frutto evidentemente di un’allucinazione. Il Golden Axe per Commodore 64 era una pallida imitazione del gioco da sala, con un nemico da affrontare alla volta. Come se non bastasse, il primo lotto di cassette conteneva per errore una versione non finita, alla quale mancava tutta l’ultima parte del gioco! Andò meglio con le versioni Amiga e PC (1991) a cui misi mano in seguito, anche se il sistema di controllo della prima lasciava a desiderare e la seconda potevo giocarla solo via tastiera. Del Golden Axe per Commodore 64 voglio però ricordare la bellissima colonna sonora firmata da Jeroen Tel, che reinterpretava quella originale. Momento amarcord: a quella musica ho dedicato il primissimo video che ho caricato su YouTube, qualcosa come diciotto anni fa. È ancora lì.

La pattuglia di conversioni per computer dell’epoca di Golden Axe includeva anche, per dovere di cronaca, i porting per Amstrad CPC, Spectrum ZX, Atari ST. Negli anni successivi si sarebbero aggiunti al club anche un Golden Axe per il WonderSwan Color e un Gig Tiger, che come tutti i Gig Tiger cercava di infilare l’esperienza di gioco originale in una struttura limitatissima da giochino LCD a pile. Tecnologia di dieci anni prima spacciata grazie a licenze di grido.

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Dora di The Revenge of Death Adder (a cui spuntavano le gambe quando doveva cavalcare una bestia) e gli eroi di Golden Axe III.

 

ALTRE SCURI D’ORO

Nel 1991 i tempi sono maturi per lanciare anche il primo sequel di Golden Axe. Con il poco fantasioso titolo di Golden Axe II esce a fine 1991 in Giappone e qualche mese dopo anche in America ed Europa un seguito per Mega Drive. Ax Battler, Tyris Flare e Gilus Thunderhead tornano in pista per affrontare un nuovo villain, Dark Guld, e liberare un’altra volta il regno di Yuria dalle forze del male. Tra le novità, la possibilità di scegliere il livello di magia da impiegare, senza svuotare ogni volta tutta la riserva di ampolle in una botta sola.

Ma se questo seguito per Mega Drive ricorda fin troppo l’originale, a osare di più è il sequel che arriva in sala giochi nel 1992, su piattaforma System 32. Golden Axe: The Revenge of Death Adder sostituisce il trio di protagonisti del primo gioco con quattro personaggi completamente nuovi: il gigante Goah, il barbaro Stern, la centaura Dora e l’elfo armato di forcone Trix. Fino al 2020, e all’arrivo dell’Astro City Mini, non sono esistite conversioni domestiche di questo gioco.

Nel 1993 esce poi in Giappone un altro capitolo per Mega Drive, Golden Axe III, con un nuovo manipolo di guerrieri guidati da un vecchio Gilius Thunderhead: i guerrieri Kain Grinder e Sara Burn, il gigante Proud Cragger e l’uomo pantera Chronos “Evil” Lait, ripescato ai giorni nostri per la serie animata di Golden Axe arrivata da poco su Paramount+. Ci torniamo alla fine.

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Il picchiaduro uno contro uno The Duel e il terribile remake 3D per PS2.

 

FIGLI DI UN DEATH ADDER MINORE

Sempre negli anni 90 vedono la luce anche diversi spin-off per varie console Sega. Da Ax Battler: A Legend of Golden Axe per Game Gear (1991), strutturato come un gioco di ruolo, al GdR d’azione Golden Axe Warrior (sempre 1991) per Master System, praticamente un clone di Zelda.

E poi c’è Golden Axe: The Duel (1995), terzo e ultimo capitolo della saga per la sala giochi, anche se molto diverso dai due precedenti. Golden Axe: The Duel cavalca infatti il filone floridissimo dei picchiaduro uno contro uno. Un beat’em up versus come tutti gli altri, in buona sostanza, il cui roster include Kain Blade, la discendente di Tyris chiamata Milan Flare, Gillius Rockhead (pronipote di Gillius Thunderhead), vari altri personaggi fantasy e lo stesso Death Adder. Pochi mesi dopo, Sega ne mette in vendita anche la conversione per Sega Saturn. The Duel, diremo, non è esattamente un titolo che ha fatto la storia del videogioco, che in quegli anni aveva ben altri protagonisti sul fronte dei picchiaduro.

Gli anni seguenti sono caratterizzati, come detto, da tutta una serie di comparsate nelle collection Sega… e dall’orrendo remake del gioco originale uscito in Giappone nella collana SEGA AGES 2500 per PlayStation 2. Credetemi: se non lo conoscete, è meglio così. Sega Ages 2500 Series Vol. 5: Golden Axe (2003) era un gioco che costava poco, era stato realizzato con due yen e oggi è più legnoso di un tronco di pino.

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Tyris Flare e Beast Rider. Sogni di rock ‘n’ roll, ma andò malino pure qui.

 

LA BELLA SULLA BESTIA

Avanti veloce. A ridestare l’attenzione dei fan della saga di Sega (la smetto, promesso) è poi, solo nel 2008, Golden Axe: Beast Rider, un action adventure sviluppato da Secret Level per conto di Sega, e destinato alle due console di punta di allora, PlayStation 3 e Xbox 360. Un’avventura tridimensionale da vivere alla guida di Tyris Flare, con le comparsate dei suoi vecchi compagni, le bestie cavalcabili del titolo e l’orda di Death Adder da prendere nuovamente a spadate, in un mondo poligonale sanguinoso e brutale. Sembrava troppo bello per essere vero.

E infatti.

Uscito nell’ottobre del 2008, Golden Axe: Beast Rider era un titolo purtroppo mediocre. Mi ci sono messo con tutta la buona volontà da vecchio fan di questo mondo, lo giuro, ma è piuttosto indicativo che non ne ricordi grosso modo nulla, al di là di un design dei personaggi ricercato, che miscelava Golden Axe a Mad Max. Anche qui: in anni pieni di titoli memorabili, i giochi senza un perché finiscono per fare tappezzeria.

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Golden Axed (con la D) e il nuovo Golden Axe, se e quando arriverà.

 

GILLIUS AND MORTY

L’ultima voce che manca per concludere il nostro viaggio su Golden Axe è quella di Golden Axe…d. Il 17 ottobre del 2020, in occasione dei festeggiamenti per il 60° anniversario di Sega, sono stati resi scaricabili gratuitamente solo per 24 ore su Steam alcuni minigiochi promozionali che riprendevano dei classici del publisher, e tra questi c’era appunto Golden Axed: a Cancelled Prototype. Sì, il titolo, con il suo riuscito gioco di parole (“axed” vuol dire cancellato), dice già tutto. Era il prototipo funzionante di un remake in 2.5D di Golden Axe, creato anni prima da SEGA Studios Australia in una manciata di giorni. Un solo livello, alla guida di Ax Battler, ma tanto bastava ai fan per sognare un remake vero e proprio.

Un remake che Sega ha annunciato infine durante i The Game Awards del dicembre 2023, con un nuovo Golden Axe dalla grafica poligonale, anche se da allora non abbiamo aggiornamenti in merito alla sua uscita. Se ne vede qualche secondo di gameplay in questo video, a partire dal minuto 1:08:

Infine, c’è la serie animata di Golden Axe, arrivata in blocco sulla piattaforma Paramount+ qualche giorno fa. Non è malvagia, ma solo se ne accetti l’impostazione: volutamente comica, sboccata e splatter. Un Rick and Morty fantasy, quindi, e non poteva essere altrimenti, visto il curriculum dei suoi due creatori. Mike McMahan e Joe Chandler sono stati, rispettivamente, sceneggiatore di Rick and Morty e creatore di Solar Opposites (con Justin Roiland di R&M) e Star Trek: Lower Decks, e uno dei produttori di American Dad. Inutile dire che, in qualità di fan stagionato della serie, avrei preferito qualcosa di più epico e meno scemo. Ma l’epica alla Conan il barbaro non va più tanto, perché non sono più gli anni 80, dice. E le serie animate se le fai comiche è meglio, c’è più mercato.

Fortuna che per vivere una breve ma intensa avventura fantasy super-epica, e con la colonna sonora giusta, basta farti una partita quando vuoi a Golden Axe.

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