Halo, la sua storia e l’effetto strano che fa giocarlo su PS5, un quarto di secolo dopo

HALO Campaign Evolved PS5

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Un gioco rivoluzionario, una console sotto i piedi e due calciatori molto alti.

Anche se Halo: Combat Evolved, la primissima sgambata di Master Chief, è arrivato nei negozi USA nel novembre del 2001, e in quelli italiani il 14 marzo dell’anno dopo, in realtà la mia storia con il gioco di Bungie è iniziata diverso tempo prima.

È il 1999. Da qualche anno mi guadagno dei soldi tutti miei scrivendo articoli per riviste di videogiochi, e questo mi ha portato subito dopo a un lavoro a tempo pieno nella redazione di una rivista. Sì, sono ancora in quella fase in cui non mi par vero che mi paghino per fare quello che facevo già prima per tutto il tempo. Passerà. Tra i tanti pezzi per la prima PlayStation e PC che mi trovo a scrivere, ogni tanto c’è anche l’adattamento di qualche testo USA, di cui la testata per cui lavoro ha i diritti. Mi trovo così un pomeriggio a scoprire tutto sul prossimo gioco di Bungie, il team dei due Marathon.

Un titolo che a un certo punto aveva imboccato la via dell’RTS, i giochi strategici in tempo reale, prima di tornare uno sparatutto. Bungie ci ha buttato dentro gli esperimenti fatti con la fisica di un veicolo da combattimento, e una delle immagini promozionali – la vedete qui sotto, a sinistra – mostra infatti un Master Chief con una corazza diversa per forma e colori, armato di un cannone a canne rotanti, davanti a un prototipo di Warthog, i veicoli da combattimento (eccoli) corazzati della saga. Il gioco ha avuto a lungo il nome provvisorio di Blam!, prima di diventare Halo. “E uscirà”, si legge nell’anteprima che traduco quel giorno, “a breve su PC… e Mac”. Bungie è riuscita a mostrarlo a Steve Jobs, che ne è rimasto impressionato e lo ha voluto mostrare alla stampa alla Macworld Conference & Expo ’99.

Halo 1999 e 2001
Non ancora capomastro. Halo e Master Chief in un’immagine promozionale del 1999 e sulla copertina del primo gioco, nel 2001.

 

NASCE IL TORMENTONE DELL’HALO KILLER

Perché allora Halo: Combat Evolved debutta su Xbox, e arriverà su Windows solo due anni più tardi, nel 2003? Perché durante lo sviluppo del gioco, Bungie ha finito i soldi, essenzialmente, e cerca un compratore. Tra le varie realtà contattate c’è anche Microsoft Game Studios, nella persona del suo capo, Ed Fries. E Fries, intrigato pure lui da Halo, dice Ok, vi compriamo. Microsoft ingloba Bungie ufficialmente il 19 giugno del 2000. C’è solo un piccolo problema, che piccolo in realtà non lo è per niente: Fries vuole che Halo sia un titolo di lancio per la prima console di Microsoft, Xbox. E la data di lancio della macchina è spaventosamente vicina.

Tanti elementi che il gioco avrebbe dovuto includere, come una struttura open world, vengono accantonati, mentre altri aspetti vengono cambiati o raffinati. La visuale, che fino a quel momento era in terza persona, diventa in soggettiva, e l’anonimo “cyborg” protagonista viene ribattezzato Master Chief. La stampa specializzata, intanto, va in visibilio per quello che vede di Halo, e fioccano nelle anteprime le definizioni come “Half-Life killer” o “Anti-Half-Life”.

Il che è ovviamente giustificato, perché nel novembre del 1998 Half-Life di Valve ha completamente ridefinito gli standard degli sparatutto in prima persona, ed è il campione da superare. Ma è anche ironico, perché dopo l’uscita di Halo, qualunque FPS un minimo ambizioso per PlayStation verrà etichettato come un possibile “Halo-killer”. Chi sarà l’Halo-killer per gli utenti Sony? Ce ne sarà uno? Anni e anni di martellamento zebedeico con questa storia.

Capirete a questo punto perché ieri, quando – un quarto di secolo dopo – mi sono goduto le prime ore del remake di Halo su una PS5 (una-console-PlayStation-punti esclamativi) mi ha fatto così strano. Ma del remake fresco-fresco, che si intitola Halo: Campaign Evolved, diciamo tra un attimo. Torniamo all’inizio del millennio.

xbox microsoft 2001
La prima Xbox, una console non pensata originariamente come bagaglio a mano, pare.

 

ARRIVA X-BOX, LA CONSOLE PIÙ GANASSA DELLA SUA GENERAZIONE

Ho amato molto la prima Xbox. Dai suoi giochi all’estetica degli stessi, compresa grafica di custodie, sequenza di avvio… un po’ tutto, tranne quei tasti duri come biglie sul pad enorme. Enorme, tamarrissima, americana fin nel midollo e pure con una vita molto breve davanti a sé, visto che resterà in vendita solo per quattro anni, prima di essere rimpiazzata senza troppe cerimonie da Xbox 360. Anche con i cicli più brevi che avevano le generazioni di console all’epoca, quattro anni sono comunque pochi. Il Nintendo GameCube è rimasto sul mercato per sei, per dire. PlayStation 2, addirittura per dodici.

E PlayStation 2 era evidentemente IL problema per Xbox, lo scoglio contro cui si schiantarono i primi e ostinati tentativi di Microsoft di guadagnare terreno in quel mercato. Tentativi che solo con il 360 inizieranno a mostrare davvero dei progressi, almeno in Occidente. PS2 partiva con il vantaggio della base installata enorme della prima PlayStation, e arriverà a vendere in totale oltre 160 milioni di unità. La prima Xbox, solo 24.

Non sorprende perciò che quando Xbox esce in Europa, il 14 marzo 2002, non trova esattamente il pubblico degli smanettoni ad attenderla a braccia aperte. È abbastanza indicativo il fatto che all’epoca, con la scusa del lavoro nel settore, avevo iniziato a comprare qualsiasi console al day one, ma per Xbox non era succcesso. Avevo già a casa una pila di giochi che mi erano stati spediti in redazione, più o meno tutti bellissimi (Halo, Oddworld: Munch’s Oddysee, Project Gotham Racing, Amped, Dead or Alive 3, Wreckless: The Yakuza Missions), ma qualcosa mi frenava dallo spendere subito quei 479 euro chiesti alla cassa per la console. E quel qualcosa faceva bene, perché solo un mese dopo il prezzo venne abbassato di 100 euro tondi.

Nel frattempo, avevo messo mano alla console e a Halo prima del lancio già molte volte. Nell’ottobre del 2001, dopo una serie di cambi di programma dovuti ai fatti tragici dell’11 settembre, ero stato a Cannes per l’X01, una gigantesca festa-evento nel Palais Bulles di Pierre Cardin, organizzata da Microsoft per il lancio USA di Xbox. Un party molto minimalista, in cui mancavano solo gladiatori e tigri al guinzaglio, diremo. Halo era senza alcun dubbio la stella dell’evento e la killer application di cui Microsoft aveva bisogno. Il gioco in grado di vendere la piattaforma su cui girava. Perlomeno, a prezzo scontato.

lancio Halo 2001
Pochi eroi, zero angeli: la campagna di lancio di Halo, giocata sul doppio senso del titolo (“aureola”).

 

BISIO, BOLOGNA E LA SQUADRA INTERA DEL CROTONE

A inizio 2002, ancora Halo, per una presentazione con Claudio Bisio allo Zelig, e un torneo di Halo organizzato nella sede milanese di Microsoft, in cui mi ritrovo a usare per la prima volta in pubblico il nickname DocManhattan. Mi resterà incollato addosso come il caldo d’estate.

Scivoliamo fino all’aprile di quell’anno. Xbox è in giro da un mese e, dicevamo, in pochi l’hanno comprata. PS2 sta decollando, il GameCube di Nintendo (uscirà a maggio) è dietro l’angolo, e Xbox si ritrova in mezzo, con il cerino corto in mano.

Sono a Bologna per il Futurshow, la manifestazione dedicata all’information technology. Piuttosto spaesato, perché mi hanno mandato lì come inviato all’ultimissimo minuto. Fatto sta che allo stand Microsoft scopro del taglio di prezzo imminente per Xbox. E che, volendo, è possibile già comprarla a prezzo ridotto lì e subito. Com’è, come non è, il giorno dopo mi presento in aeroporto per il volo di ritorno con quello scatolone nero e verde sotto il braccio. È il mio bagaglio a mano, spiego a un perplesso addetto Alitalia, nei giorni in cui tutti hanno la paranoia di possibili bombe a bordo e vanno in sbattimento per qualsiasi cosa.

Fortunatamente, non vengo arrestato.

Era il 21 aprile del 2002, e sono potuto risalire al giorno esatto con certezza perché in quell’aereo c’era l’intera squadra di calcio del Crotone, reduce dalla vittoria in trasferta a Genova con la Samp. Mi faccio quindi tutto il volo in un posto centrale, stipato tra due giocatori altissimi della squadra calabrese, con la console sotto i piedi. In senso letterale, perché sotto al sedile davanti non ci stava.

Quando arrivo a casa sono già abbondantemente le prime ore del giorno dopo, sono devastato da due giorni di fiera e la mattina seguente dovrò essere regolarmente in ufficio. Questo, ovvio, non mi impedisce di giocare ininterrottamente a Halo fino alla mattina dopo. Quelle cose che fai quando sei giovane e poi ricordi con nostalgia, e con una fitta alla schiena che ti viene così, senza altra ragione che rimetterti al tuo posto nel mondo.

A Halo continuo a giocare per mesi, sperimentando qualsiasi cosa fosse possibile sperimentare con la fisica del gioco, come far ribaltare in modo perfetto un Warthog con una granata. Nel corso degli anni, dopo un ultimo giro di tango con Halo 3 (ho ancora a casa l’edizione con la replica del casco), il mio rapporto con la saga si è raffreddato, ma ho continuato a voler bene al Capo, John-117, Master Chief. Simbolo di quegli anni, come Lara Croft lo era stata del lustro precedente.

Con occasionali rimpatriate come il remaster di Halo del 2011, Halo: Combat Evolved Anniversary su Xbox 360, o come – appunto – il remake uscito ieri, Halo: Campaign Evolved.

Halo_Campaign-evolved 2026 2
Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai sull’anello e mi imbarcai su un warthog battente bandiera liberiana.

 

L’EVOLUZIONE DI HALO: COMBAT EVOLVED E LA FINE DELLA CONSOLE WAR (FORSE)

Sono passati quasi 25 anni dalla nascita di Halo, 24 dal suo arrivo in Europa. E tante cose sono cambiate, se è vero com’è vero che ieri il remake del primo gioco, con il titolo di Halo: Campaign Evolved, è uscito su PC, Xbox Series X/S… e PlayStation 5. Il simbolo del gioco sulle macchine Microsoft, ora fruibile su una console Sony, perché la convergenza delle piattaforme è un fenomeno apparentemente inarrestabile, e le esclusive sono una riserva via via meno popolata.

Un remake sviluppato da Halo Studios (ex 343 Industries), perché Bungie si è staccata da Microsoft nel 2007 e non si occupa più della saga dal 2010 (Halo Reach). Lanciata nel futuro di Destiny, è stata acquisita da Sony nel 2022.

Per farla breve, Halo: Campaign Evolved reimmagina il primo gioco della serie calandolo nella grafica pompata dall’Unreal Engine 5, con alcune aggiunte, come il multiplayer cooperativo aperto a un massimo di quattro giocatori (ma niente PVP). Pur con varie modifiche al sistema di controllo (lo scatto, ad esempio) e alle meccaniche, giocandolo ti ributta in faccia tutta l’esperienza con l’originale. Come fosse ieri, e non mezza vita fa.

Il che vuol dire che il remake sa essere divertente come lo è stato la prima incarnazione di questo gioco, nel bene e nel male: devi pupparti le “fasi corridoio” e il backtracking che oggi non sono più ammissibili, ma per contro ti godi ore di sparatorie sci-fi senza distrazioni per alberi delle abilità, potenziamenti e tutto il resto del circo oggi legato agli FPS. La storia, il feeling e l’atmosfera, anche dopo tutti questi anni, funzionano sempre. La celebrazione di un classico, che ci ricorda perché è diventato un classico. Pure con un pad PS5 in mano.

A proposito di questo. Tanti hanno visto nell’approdo di Master Chief su una PlayStation la fine della console war. La guerra tra console, le diatribe sui forum, e poi nei commenti sui siti, e poi ancora su YouTube e i social. Sonari contro boxari contro nintendari contro la master race dei giocatori su PC. Ci stiamo davvero lasciando alle spalle tutto questo? Non so. Asha Sharma, la nuova CEO di Xbox, ha detto e ripetuto che le esclusive sono un aspetto centrale dell’offerta Xbox (intesa come piattaforma di gioco che integra console Microsoft e gioco su Windows). In ogni caso, i ragazzini che giocano troveranno nuovi modi e ambiti per insultarsi.

Ragazzini di quarant’anni e più, dico.

Vi lascio e torno a gironzolare un altro po’ con Master Chief. L’unico eroe dei videogiochi per cui va bene l’espressione “Ehi, Capo” usata dai parcheggiatori e dai vecchi alla stazione.

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